Scopri perchè non tutti i limiti sono da valicare

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Ulisse narra che dopo aver lasciato la dimora di Circe non volle tornare coi suoi compagni a Itaca, ma si mise in mare aperto affrontando un avventuroso viaggio. Giunto con la sua nave allo stretto di Gibilterra, limite delle terre conosciute, aveva rivolto ai compagni una orazion picciolaper indurli a oltrepassare le colonne d’Ercole ed esplorare il mondo sanza gente. Il folle volo nell’emisfero australe, completamente invaso dalle acque, era durato circa cinque mesi, finché la nave era giunta in vista del monte del Purgatorio. A quel punto si era levata una terribile tempesta, che aveva investito la nave di Ulisse e l’aveva fatta colare a picco, causando la morte dell’eroe e di tutti i suoi compagni. (fonte: https://divinacommedia.weebly.com/ulisse.html)

Lo destino di Ulisse toccò ad Achab che naufragò inseguendo la Balena Bianca 

A Christopher McCandless nel celebre libro di Jon Krakauer: Nelle terre estreme

L’Alaska era bianca e fredda come la balena ed era ormai troppo tardi per tornare.

Partire per un viaggio è superare un limite, scoprire, crescere, fare esperienza, conoscere le leggi del mondo che come tali impongono un limite che serve (ovvero è al servizio) a farci tornare indietro per raccontare del nostro viaggio; altrimenti lo stesso viaggiare perde di senso. Il ricercatore, viaggia per poi tornare indietro e lasciare la mappa, non per perdersi.

da Esagramma 43 – Straripamento (orgine)

a Esagramma 39 – L’Impedimento (mutazione)

Conosci il tuo limite e torna indietro.